L’inquinamento elettromagnetico, noto anche come elettrosmog, è causato dalla presenza di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da dispositivi elettrici, antenne di telecomunicazione ed elettrodotti.

Per capire se i livelli presenti in un’abitazione sono entro i limiti di legge è possibile effettuare misure di campo elettromagnetico tramite strumenti professionali e tecnici qualificati.


Cos’è l’inquinamento elettromagnetico

I campi elettromagnetici (CEM) sono fenomeni fisici generati dal passaggio di corrente elettrica o dalla trasmissione di onde radio.

Tra le principali sorgenti troviamo:

  • antenne di telefonia mobile
  • ripetitori radio e TV
  • linee elettriche ad alta tensione
  • elettrodomestici
  • router Wi-Fi

L’esposizione a questi campi è regolata da normative specifiche che stabiliscono i limiti di sicurezza per la popolazione.


Come si effettuano le misure di campo elettromagnetico

La misurazione dell’inquinamento elettromagnetico avviene tramite strumenti professionali come:

  • misuratori di campo EMF
  • sonde isotropiche
  • analizzatori di spettro

Le misure vengono effettuate:

  • all’interno degli ambienti
  • all’esterno degli edifici
  • nei punti di maggiore esposizione

I dati rilevati vengono poi confrontati con i limiti previsti dalla normativa.


Quando è utile misurare l’inquinamento elettromagnetico

Le misurazioni CEM sono particolarmente utili quando:

  • si vive vicino a antenne o ripetitori telefonici
  • ci sono elettrodotti nelle vicinanze
  • si vuole verificare la sicurezza di scuole o abitazioni
  • si devono effettuare perizie tecniche ambientali

Perché affidarsi a tecnici qualificati

Le misure di campo elettromagnetico devono essere effettuate da tecnici specializzati perché:

  • richiedono strumentazione certificata
  • devono seguire protocolli di misura specifici
  • i risultati devono essere interpretati correttamente

Il tecnico redige poi una relazione tecnica CEM con i valori misurati e il confronto con i limiti normativi.


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